{"id":1456,"date":"2026-06-20T15:59:48","date_gmt":"2026-06-20T15:59:48","guid":{"rendered":"https:\/\/www.fondazionesmzcapri.com\/dir\/?p=1456"},"modified":"2026-06-20T16:03:04","modified_gmt":"2026-06-20T16:03:04","slug":"giovanni-brancaccio-1903-1975","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.fondazionesmzcapri.com\/dir\/2026\/06\/20\/giovanni-brancaccio-1903-1975\/","title":{"rendered":"Giovanni\u00a0Brancaccio\u00a0(1903-1975)\u00a0"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La Fondazione Serena Messanelli Zweig presenta la&nbsp;<strong>mostra antologica<\/strong>&nbsp;&#8220;<strong>Giovanni&nbsp;Brancaccio&nbsp;\u2013 1903-1975<\/strong>&#8220;, a cura di&nbsp;<strong>Bruno Flavio e Massimo Esposito<\/strong>, con&nbsp;<strong>opening il 22 giugno alle ore 19<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L&#8217;iniziativa \u00e8 patrocinata dalla<strong>&nbsp;Citt\u00e0 di Capri, dal Comune di Anacapri, dalla Regione Campania e dalla Citt\u00e0 Metropolitana di Napoli<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L&#8217;esposizione nasce in collaborazione con il figlio dell&#8217;artista, Ettore&nbsp;Brancaccio, e si inserisce nel ciclo di&nbsp;<strong>obiettivi che la Fondazione SMZ promuove<\/strong>&nbsp;dai suoi esordi:&nbsp;<strong>restituire visibilit\u00e0 a quegli artisti che hanno legato il proprio nome e lavoro all&#8217;isola<\/strong>, spesso senza riceverne il giusto riconoscimento.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Un percorso che lo scorso anno ha portato alla mostra dedicata a Sergio Rubino e, due anni fa, a quella su Mario Laboccetta, non a caso un nome che ritorna anche nella storia di&nbsp;Brancaccio, di cui fu amico e compagno di tante estati capresi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In mostra sar\u00e0 possibile ripercorrere l&#8217;intero arco della produzione dell&#8217;artista attraverso una significativa variet\u00e0 di tecniche:&nbsp;<strong>oli e tempere, soprattutto della produzione degli anni Trenta, insieme a incisioni, acquaforti, disegni e sculture della fase pi\u00f9 matura<\/strong>. Tra queste due stagioni si colloca una&nbsp;<strong>svolta profonda nella ricerca di&nbsp;Brancaccio<\/strong>: durante la guerra, l\u2019equilibrio compositivo del Novecento cede a una tensione espressionistica nuova, le figure si deformano, l&#8217;atmosfera si carica di inquietudine.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel dopoguerra l\u2019artista si orienta verso una sintesi personale tra la grande tradizione barocca napoletana e la lezione cromatica della pittura pompeiana, con una sempre maggiore libert\u00e0 di segno e materia. Come se la guerra rompesse l&#8217;equilibrio classicista e introducesse una tensione espressiva che rester\u00e0 cifra del suo linguaggio artistico.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 in questa seconda stagione che emerge con forza l&#8217;immaginario per cui&nbsp;Brancaccio&nbsp;\u00e8 spesso ricordato: bagnanti, satiri, creature marine.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Capri, fin dal primo sbarco nell&#8217;agosto del 1930, entr\u00f2 nella vita di&nbsp;Brancaccio&nbsp;&nbsp;e da allora non lo abbandon\u00f2 pi\u00f9: l&#8217;isola divenne per lui materia prima, allenamento dello sguardo, nutrimento quotidiano.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le terrazze, il bianco delle rocce, gli scorci dei Faraglioni e dell&#8217;Arco Naturale tornano nei suoi disegni e nei suoi quadri come un paesaggio amato e osservato per una vita intera. Alcune delle&nbsp;<strong>opere dedicate a Capri<\/strong>&nbsp;saranno esposte per la prima volta in questa occasione, restituendo al pubblico il rapporto tra l&#8217;artista e l&#8217;isola.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">A raccontare questo legame contribuisce anche un testo inedito firmato dalla nipote dell&#8217;artista, Luisa&nbsp;Brancaccio, che ricostruisce con affetto e poesia le estati capresi del nonno: le giornate al Piccolo Bar in compagnia di<strong>&nbsp;amici come Enrico Prampolini, Raffaele Castello<\/strong>; le passeggiate con Edwin Cerio e Franco Gentilini; gli incontri con Norman Douglas alle Grottelle.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La mostra &#8220;Giovanni&nbsp;Brancaccio&nbsp;\u2013 1903-1975&#8221; rientra a pieno titolo nella missione della Fondazione Serena Messanelli Zweig di&nbsp;<strong>valorizzazione della memoria storica e artistica dell&#8217;isola di Capri<\/strong>, in un progetto di recupero e riscoperta che intende portare alla luce voci e sguardi capaci di raccontare, con la propria arte, la bellezza dei luoghi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Giovanni&nbsp;Brancaccio&nbsp;rappresenta un ponte tra la grande tradizione figurativa napoletana e l\u2019arte italiana moderna. Le sue opere raccontano il Mezzogiorno del Novecento con una forza poetica e una sensualit\u00e0 rare: una figura fondamentale della pittura campana del secolo scorso.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"745\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/www.fondazionesmzcapri.com\/dir\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/AutoritrattoBrancaccio1967-745x1024.jpeg\" alt=\"\" class=\"wp-image-1461\" srcset=\"https:\/\/www.fondazionesmzcapri.com\/dir\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/AutoritrattoBrancaccio1967-745x1024.jpeg 745w, https:\/\/www.fondazionesmzcapri.com\/dir\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/AutoritrattoBrancaccio1967-218x300.jpeg 218w, https:\/\/www.fondazionesmzcapri.com\/dir\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/AutoritrattoBrancaccio1967-768x1056.jpeg 768w, https:\/\/www.fondazionesmzcapri.com\/dir\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/AutoritrattoBrancaccio1967-1117x1536.jpeg 1117w, https:\/\/www.fondazionesmzcapri.com\/dir\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/AutoritrattoBrancaccio1967-1490x2048.jpeg 1490w, https:\/\/www.fondazionesmzcapri.com\/dir\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/AutoritrattoBrancaccio1967-scaled.jpeg 1862w\" sizes=\"auto, (max-width: 745px) 100vw, 745px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Cenni biografici<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Giovanni&nbsp;Brancaccio&nbsp;(Pozzuoli, 1903 \u2013 Napoli, 1975)<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Giovanni&nbsp;Brancaccio&nbsp;nasce a Pozzuoli il 12 febbraio 1903. Dopo una prima formazione come disegnatore meccanico presso la fabbrica d&#8217;armi Armstrong, segue i corsi di Incisione e Decorazione all&#8217;Istituto d&#8217;Arte di Napoli, dove si diploma nel 1923. La pittura, tuttavia, resta la sua vera vocazione, coltivata in gran parte da autodidatta attraverso lo studio dei grandi maestri.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Espone per la prima volta nel 1920 e partecipa, l&#8217;anno successivo, alla Biennale Nazionale di Napoli. Dal 1925 al 1935 insegna Incisione presso lo stesso Istituto d&#8217;Arte in cui si era formato. Nel 1927 lega un&#8217;amicizia destinata a durare nel tempo con i fratelli De Filippo, per i quali firma scenografie e regie teatrali negli anni Venti e Trenta. Negli stessi anni \u00e8 tra i fondatori del gruppo &#8220;Gli Ostinati&#8221;, in contrapposizione alle correnti figurative pi\u00f9 tradizionali allora dominanti a Napoli.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">A partire dal 1928 le sue opere sono regolarmente presenti nelle rassegne sindacali, e dal 1930 partecipa alle edizioni della Biennale di Venezia (fino al 1938, anno in cui gli viene dedicata una sala personale) e della Quadriennale di Roma. Espone anche all&#8217;estero, tra cui il prestigioso Carnegie Prize di Pittsburgh.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel 1936 si dedica alla tecnica dell&#8217;affresco, realizzando una decorazione per la Triennale di Milano. Negli stessi anni si avvicina allo studio della pittura murale pompeiana, approfondendo una ricerca che porter\u00e0 avanti nel proprio studio di Posillipo. Dal 1936 al 1940 \u00e8 professore di Disegno di Figura al Liceo Artistico di Napoli e contemporaneamente insegna Incisione all&#8217;Accademia di Belle Arti, dove proseguir\u00e0 la propria attivit\u00e0 accademica per decenni, assumendone la direzione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Solo nel 1970, dopo oltre quarant&#8217;anni di attivit\u00e0,&nbsp;Brancaccio&nbsp;accetta , su insistenza di amici e ammiratori , di dare avvio alla realizzazione di una monografia a lui dedicata, pubblicata nel 1972. Muore a Napoli il 12 febbraio 1975.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"596\" height=\"281\" src=\"https:\/\/www.fondazionesmzcapri.com\/dir\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/invito-fara-01.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-1462\" srcset=\"https:\/\/www.fondazionesmzcapri.com\/dir\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/invito-fara-01.jpg 596w, https:\/\/www.fondazionesmzcapri.com\/dir\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/invito-fara-01-300x141.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 596px) 100vw, 596px\" \/><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La Fondazione Serena Messanelli Zweig presenta la&nbsp;mostra antologica&nbsp;&#8220;Giovanni&nbsp;Brancaccio&nbsp;\u2013 1903-1975&#8220;, a cura di&nbsp;Bruno Flavio e Massimo Esposito, con&nbsp;opening il 22 giugno alle ore 19. 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